16 maggio IDV in Piazza Maggiore: scatta la censura su la Repubblica

Il mondo della cultura in Italia sta vivendo un periodo di gravissima crisi economica. Per noi operatori della cultura a Bologna,  i cinque anni di non politica culturale dell’Assessore Angelo Guglielmi sommati ai cinque precedenti del nulla targato Guazzaloca, hanno aggiunto danno a danno.   Per questo motivo ho concordato con i vertici del partito che l’intervento del Presidente Di Pietro in Piazza Maggiore  a Bologna sabato 16 maggio, sarebbe stato preceduto da una grande manifestazione popolare sulla cultura. Sono intervenuti musicisti, attori uomini di cultura, abbiamo raccolto tanti applausi e il consenso di un pubblico festante orfano di un PD che ha lasciato clamorosamente fuori dalla sua agenda il sostegno ai posti di lavoro del mondo della cultura. Bellissime e indimenticabili le parole di Flavio Oreglio, Moni Ovadia, Shel Shapiro e Vincenzo Cerami. Ma questo non è stato abbastanza per la redazione bolognese di Repubblica, che il giorno dopo in prima pagina sulla cronaca di Bologna non degnava di menzione la manifestazione. In compenso la cultura trova spazio in altri rappresentanti. Riportiamo dalla prima pagina di Repubblica del 17 maggio: “Cevenini sul palcoscenico”. Questa si che è una notiziona da prima pagina! Il noto attore teatrale casualmente candidato del PD al comune, diremmo il novello Sean Connery del tortello, ai più noto come Cev, ci delizierà, (udite udite!) in una piece teatrale che celebra lo scudetto del Bologna del ’63. In effetti c’è bisogno di aprire un po i riflettori sul calcio, anzi meglio che il teatro inizi a fargli un po di spazio! Era ora!
Ma basta la notiziona del Cev a teatro perchè quello che ormai ai più pare proprio l’organo ufficiale del PD (la Repubblica) offuschi le parole di Flavio Oreglio, Moni Ovadia, Shel Shapiro e Vincenzo Cerami? No non basta! Allora cosa ti pubblicano sempre sulla prima pagina di Repubblica Bologna pur di non parlare della manifestazione dell’IDV? Un editoriale sulla questione cultura di un monumento nazionale in materia, Andrea De Maria, autorità che il mondo della cultura internazionale ci invidia. Ma chi è De Maria? Si tratta di uno che ha scritto libri e film da oscar meglio di Vincenzo Cerami? No, non scherziamo. Si tratta di uno che ha girato il mondo con i suoi spettacoli come Moni Ovadia? No, non scherziamo. Ha venduto milioni di dischi più di Shel Shapiro? No, non scherziamo. Si è esibito davanti a milioni di persone e ha venduto vagonate di libri come Flavio Oreglio? No, non scherziamo. E’ allora chi è questo  genius loci che da solo ne ha offuscati quattro in un sol colpo? E’ il coordinatore provinciale del PD. Qual’è il suo maggior merito? Si tratta di uno di quei dirigenti che in dieci anni hanno dimezzato il consenso intorno ad una cultura politico-sociale, una tradizione di buon governo che dal dopo guerra sotto la gloriosa bandiera del partito comunista aveva assicurato a questa città, a questa provincia, a questa regione, uno stato sociale invidiabile in tutto il mondo, benessere e solidità a tutta la popolazione. In dieci anni hanno massacrato il consenso di quello che una volta era il glorioso parito della sinistra italiana e ci hanno costretti a tremare dinanzi a nanetti politici come Guazzaloca e ora anche il berluschese Cazzola. Ecco chi sono e a chi da credito il glorioso quotidiano Repubblica, ex punto di riferimento della sinistra italiana ora organo ufficiale del neonato Partito Democratico aggiungerei Cristiano, cioè la versione moderna della DC Andreottiana.
Ritornando alla piazza della cultura e di Di Pietro, nulla da fare, Repubblica le ha dedicato una triste noticella, da festa della salama di Baggiovara nella quale si accennava ad un Di Pietro in mezzo a trecento persone in Piazza Maggiore. Suvvia direttore ma chi ci crede che c’erano trecento persone di sabato pomeriggio in Piazza Maggiore con 25 gradi! Ce ne sono di più a sentire Beppe Maniglia d’inverno con la pioggia! Ma non era un valore della sinistra il diritto di cronaca? Ma i nostri padri nel ’68 non erano sono scesi in piazza per difendere quella che a dirla con Shapiro era un bella società fondata sulla libertà? E i nostri nonni non sono morti sulla linea gotica per la democrazia, la libertà di pensiero e di opinione? Queste censure non fanno onore a chi le pratica, a noi tutti, nè ai nostri padri, nè ai nostri nonni.
Viva la stampa libera! Viva quella che “Sarà una bella società fondata sulla libertà”!
Marcello Corvino

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1 Commento

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Una risposta a “16 maggio IDV in Piazza Maggiore: scatta la censura su la Repubblica

  1. Antonio Privitera

    Complimenti Marcello per questo articolo. E’ sempre più chiaro che molti giornali e giornalisti sono diventati servi e lacchè di questo o quel partito. Battiamoci contro tutto questo!

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