Cultura innanzitutto: Cazzola cancella l’assessorato alla cultura

Fino ad oggi avevamo sentito un Cazzola scatenato sui temi della cultura, paroloni tali da far pensare che al palasport ed allo stadio ci andasse la controfigura e lui invece corresse all’opera per sentira la prima di Rigoletto o di Traviata. A leggere sul suo sito, ad ascoltare le sue interviste sui giornali, ad ascoltare i suoi adepti in radio (io stesso ho tenuto un confronto su Annalisa Lubich sul tema dell’importanza della cultura a Ciao Radio) sembrava di aver a confronto una forza di respiro europeo, con la cultura al primo posto nell’agenda elettorale. Niente paura, era uno scherzo. Ieri è stato alzato il velo, si trattava di un bluff. L’assessorato alla cultura non c’è. Della cultura, che quindi non ha più una voce specifica, se ne occuperà Cazzola stesso (qualora diventasse sindaco, ipotesi remota visto che è un bel po sotto Guazzaloca)  tra una corsa allo stadio, una al palasport, una gara al Motorshow, una a Palazzo d’Accursio, l’altra in tribunale per la causa ai Corvi. A proposito dei Corvi presumibilmente guazzalochiani, questi per far venire fuori una notizia che tutti coloro che leggono anche solo approssimativamente i giornali, sapevano in quanto vecchia come il cucco, sono andati a recuperare illegalmente il certificato penale di Cazzola realizzando due cazzate in un sol colpo, la prima è aver violato la legge, la seconda è avere innescato un effetto tipico dell’Italia berlusconizzata consistente nel sovvertimento della realtà: il delinquente è quello che denuncia, quello che compie il reato diventa la vittima. Mazziati e cornuti. Questo è il parterre del centro destra, auguri!
Ma ritorniamo al Cazzola con delega alla Cultura (un ossimoro), il nostro eroe a tutti noto tutt’altro che per i suoi libri, le sue frequentazioni teatrali, per i suoi salotti tutt’altro che frequentati dalla crema dell’intellighenzia nazionale, avrà il compito, qualora l’elettorato gli desse il mandato, di guidare Bologna la dotta, la città con l’Università più antica del mondo, con l’Accademia Filarmonica che ospitò gli studi di Mozart, la città Patrimonio Musicale dell’Unesco.
E’ il nuovo che avanza. Si salvi chi può!
Marcello Corvino

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2 commenti

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2 risposte a “Cultura innanzitutto: Cazzola cancella l’assessorato alla cultura

  1. antonello

    quindi mi vuoi dire che il successo degli assessori alla cultura è dato dalla loro presenza a teatro? Mi fai venire in mente Cofferati che era come il prezzemolo in campagna elettorale, nelle situazioni “culturali” e si è poi “fatto di nebbia” appena eletto… mi dispiace ma quello che dici non torna…

    • Non basta andare a teatro per essere un buon assessore alla cultura. Giusto, hai ragione, ma se non ci hai mai messo piede come Cazzola allora abbiamo la certezza matematica che non solo non sarai un buon assessore alla cultura ma ti sentirai come un asino in mezzo ai suoni. Per quanto riguarda Cofferati mi risulta che è Sindaco di Bologna l’assessore alla cultura è Angelo Gugliemi. Non capisco.

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