Cultura innanzitutto: Cazzola cancella l’assessorato alla cultura

Fino ad oggi avevamo sentito un Cazzola scatenato sui temi della cultura, paroloni tali da far pensare che al palasport ed allo stadio ci andasse la controfigura e lui invece corresse all’opera per sentira la prima di Rigoletto o di Traviata. A leggere sul suo sito, ad ascoltare le sue interviste sui giornali, ad ascoltare i suoi adepti in radio (io stesso ho tenuto un confronto su Annalisa Lubich sul tema dell’importanza della cultura a Ciao Radio) sembrava di aver a confronto una forza di respiro europeo, con la cultura al primo posto nell’agenda elettorale. Niente paura, era uno scherzo. Ieri è stato alzato il velo, si trattava di un bluff. L’assessorato alla cultura non c’è. Della cultura, che quindi non ha più una voce specifica, se ne occuperà Cazzola stesso (qualora diventasse sindaco, ipotesi remota visto che è un bel po sotto Guazzaloca)  tra una corsa allo stadio, una al palasport, una gara al Motorshow, una a Palazzo d’Accursio, l’altra in tribunale per la causa ai Corvi. A proposito dei Corvi presumibilmente guazzalochiani, questi per far venire fuori una notizia che tutti coloro che leggono anche solo approssimativamente i giornali, sapevano in quanto vecchia come il cucco, sono andati a recuperare illegalmente il certificato penale di Cazzola realizzando due cazzate in un sol colpo, la prima è aver violato la legge, la seconda è avere innescato un effetto tipico dell’Italia berlusconizzata consistente nel sovvertimento della realtà: il delinquente è quello che denuncia, quello che compie il reato diventa la vittima. Mazziati e cornuti. Questo è il parterre del centro destra, auguri!
Ma ritorniamo al Cazzola con delega alla Cultura (un ossimoro), il nostro eroe a tutti noto tutt’altro che per i suoi libri, le sue frequentazioni teatrali, per i suoi salotti tutt’altro che frequentati dalla crema dell’intellighenzia nazionale, avrà il compito, qualora l’elettorato gli desse il mandato, di guidare Bologna la dotta, la città con l’Università più antica del mondo, con l’Accademia Filarmonica che ospitò gli studi di Mozart, la città Patrimonio Musicale dell’Unesco.
E’ il nuovo che avanza. Si salvi chi può!
Marcello Corvino

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16 maggio IDV in Piazza Maggiore: scatta la censura su la Repubblica

Il mondo della cultura in Italia sta vivendo un periodo di gravissima crisi economica. Per noi operatori della cultura a Bologna,  i cinque anni di non politica culturale dell’Assessore Angelo Guglielmi sommati ai cinque precedenti del nulla targato Guazzaloca, hanno aggiunto danno a danno.   Per questo motivo ho concordato con i vertici del partito che l’intervento del Presidente Di Pietro in Piazza Maggiore  a Bologna sabato 16 maggio, sarebbe stato preceduto da una grande manifestazione popolare sulla cultura. Sono intervenuti musicisti, attori uomini di cultura, abbiamo raccolto tanti applausi e il consenso di un pubblico festante orfano di un PD che ha lasciato clamorosamente fuori dalla sua agenda il sostegno ai posti di lavoro del mondo della cultura. Bellissime e indimenticabili le parole di Flavio Oreglio, Moni Ovadia, Shel Shapiro e Vincenzo Cerami. Ma questo non è stato abbastanza per la redazione bolognese di Repubblica, che il giorno dopo in prima pagina sulla cronaca di Bologna non degnava di menzione la manifestazione. In compenso la cultura trova spazio in altri rappresentanti. Riportiamo dalla prima pagina di Repubblica del 17 maggio: “Cevenini sul palcoscenico”. Questa si che è una notiziona da prima pagina! Il noto attore teatrale casualmente candidato del PD al comune, diremmo il novello Sean Connery del tortello, ai più noto come Cev, ci delizierà, (udite udite!) in una piece teatrale che celebra lo scudetto del Bologna del ’63. In effetti c’è bisogno di aprire un po i riflettori sul calcio, anzi meglio che il teatro inizi a fargli un po di spazio! Era ora!
Ma basta la notiziona del Cev a teatro perchè quello che ormai ai più pare proprio l’organo ufficiale del PD (la Repubblica) offuschi le parole di Flavio Oreglio, Moni Ovadia, Shel Shapiro e Vincenzo Cerami? No non basta! Allora cosa ti pubblicano sempre sulla prima pagina di Repubblica Bologna pur di non parlare della manifestazione dell’IDV? Un editoriale sulla questione cultura di un monumento nazionale in materia, Andrea De Maria, autorità che il mondo della cultura internazionale ci invidia. Ma chi è De Maria? Si tratta di uno che ha scritto libri e film da oscar meglio di Vincenzo Cerami? No, non scherziamo. Si tratta di uno che ha girato il mondo con i suoi spettacoli come Moni Ovadia? No, non scherziamo. Ha venduto milioni di dischi più di Shel Shapiro? No, non scherziamo. Si è esibito davanti a milioni di persone e ha venduto vagonate di libri come Flavio Oreglio? No, non scherziamo. E’ allora chi è questo  genius loci che da solo ne ha offuscati quattro in un sol colpo? E’ il coordinatore provinciale del PD. Qual’è il suo maggior merito? Si tratta di uno di quei dirigenti che in dieci anni hanno dimezzato il consenso intorno ad una cultura politico-sociale, una tradizione di buon governo che dal dopo guerra sotto la gloriosa bandiera del partito comunista aveva assicurato a questa città, a questa provincia, a questa regione, uno stato sociale invidiabile in tutto il mondo, benessere e solidità a tutta la popolazione. In dieci anni hanno massacrato il consenso di quello che una volta era il glorioso parito della sinistra italiana e ci hanno costretti a tremare dinanzi a nanetti politici come Guazzaloca e ora anche il berluschese Cazzola. Ecco chi sono e a chi da credito il glorioso quotidiano Repubblica, ex punto di riferimento della sinistra italiana ora organo ufficiale del neonato Partito Democratico aggiungerei Cristiano, cioè la versione moderna della DC Andreottiana.
Ritornando alla piazza della cultura e di Di Pietro, nulla da fare, Repubblica le ha dedicato una triste noticella, da festa della salama di Baggiovara nella quale si accennava ad un Di Pietro in mezzo a trecento persone in Piazza Maggiore. Suvvia direttore ma chi ci crede che c’erano trecento persone di sabato pomeriggio in Piazza Maggiore con 25 gradi! Ce ne sono di più a sentire Beppe Maniglia d’inverno con la pioggia! Ma non era un valore della sinistra il diritto di cronaca? Ma i nostri padri nel ’68 non erano sono scesi in piazza per difendere quella che a dirla con Shapiro era un bella società fondata sulla libertà? E i nostri nonni non sono morti sulla linea gotica per la democrazia, la libertà di pensiero e di opinione? Queste censure non fanno onore a chi le pratica, a noi tutti, nè ai nostri padri, nè ai nostri nonni.
Viva la stampa libera! Viva quella che “Sarà una bella società fondata sulla libertà”!
Marcello Corvino

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16 maggio appuntamento al Bravo Caffè

La giornata del 16 maggio prosegue alle ore 18 al  BRAVO CAFFE’ in via Mascarella 1, con Moni Ovadia e Vincenzo Cerami. Affronteremo temi importanti come il valore della cultura e le mie  proposte per Bologna. Moderatrice Chiara Affronte, giornalista dell’Unità.  

INVESTIRE nella CULTURA, perchè? Una domanda che appare retorica agli 
occhi di chi conosce il significato della parola “cultura” e non lo  confonde con il semplice “essere a conoscenza”. Un domanda a cui però è importante dare una risposta. Da questa necessità nasce l’incontro al Bravo Cafè. Cultura è modo di  vivere, modo di comportarsi, è realizzazione dell’armonia nelle  diverse forme in cui si esplicita. E dunque cultura è vita. E’ equilibrio. E’ crescita interiore, maturazione. Ma Bologna non sta  investendo in questa importante risorsa. Tanti sono gli episodi che ce  lo testimoniano, in primis il taglio dei finanziamenti per il Bé,  Bologna Estate.  Tutto è spesso banalmente giustificato dalla parola  “crisi” e dal pensiero comune che spendere soldi in cultura è un  “lusso”. La conseguenza di questo pensiero è che, in momenti di come questi, per  molti questo lusso può essere tagliato, ridimensionato, ridotto,  perché superfluo rispetto a tante scelte ritenute più importanti. Io non  la penso così. Sostengo da tempo che scegliere di investire in cultura  significhi credere nella nostra parte più autentica, nei nostri  valori, nell’ identità che più ci appartiene, nella nostra dimensione  pubblica, in qualcosa che non sempre riusciamo a misurare e neppure a  definire, ma che ci offre qualche strumento per renderci persone  autonome e cittadini e cittadine liberi. 

VI ASPETTO AL BRAVO CAFE’!

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Cazzola finalmente degno del sostegno del “papi” di Hardcore

All’inizio della scorsa settimana diventa di dominio pobblico la notizia già da tempo circolante tra gli addetti ai lavori: il patteggiamento di Alfredo Cazzola a 11 mesi e 20 giorni per frode fiscale consistente nell’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Nel giro di un paio di giorni, il “Papi” di Hardocore, forse commosso alla lettura del casellario giudiziale del suo candidato bolognese (attraverso il quale finalmente intravede un valido paladino di quei valori propugnati dal popolo della libertà vigilata, soprattutto in tema di legalità), in preda ad un convulso entusiasmo come spesso gli capita strafà e in vece di un generico sostegno gli manda in regalo non l’ennesimo collier con diamanti e perle (quello è un regalo che riserva a minorenni, aspiranti attici, veline o ministre) ma addirittura gli fa la lista Berlusconi per Cazzola. In una città come Bologna qualsiasi candidato si sarebbe comprato un tir di corni e ferri di cavallo, lui no, Cazzola se ne mostra addirittura felice. Vedremo chi avrà ragione. 
Ricordiamo a tal proposito che Italia dei Valori, in base al suo codice etico, seleziona i suoi candidati previa consegna volontaria da parte del candidato al partito, del casellario giudiziale, il quale deve recitare la parola “nulla”. Un esempio pratico, se per assurdo immaginassimo che un giorno Alfredo Cazzola diventasse un fan di IDV, non potrebbe mai esserene candidato nelle sue liste. 
 
Nella voce sondaggi di questo sito puoi votare se ritieni giusto o meno che un candidato con la fedina penale segnata da un patteggiamento per frode fiscale possa candidarsi a sindaco di una città.
Marcello Corvino

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16 maggio P.zza Maggiore Bologna:la Cultura fa festa!

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Il valore della cultura

I valori sono nella cultura di un popolo. Senza cultura non c’è libertà, non c’è ricerca scientifica, non c’è progresso, non c’è arte, non c’è bellezza, non c’è legalità, non c’è laicità, non c’è nulla per cui valga la pena di essere felici.

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Il mio impegno per la musica indipendente a Bologna

L’Assessore uscente alla cultura del Comune di Bologna, Angelo Guglielmi, ha detto e ripetuto a più riprese in situazioni informali (relata refero) che a lui la musica non interessa. Stigmatizzerei che la cosa è talmente evidente che anche se non l’avesse detto ce ne saremmo accorti lo stesso. La cosa è particolarmente grave in virtù del fatto che in città il comparto musicale conta circa 3.000 posti di lavoro, inoltre nel 2006 Bologna è stata nominata dall’UNESCO “città creativa della musica”, unica al mondo a fregiarsi della particolare onorificenza insieme a Siviglia. Alla cerimonia di conferimento del riconoscimento Guglielmi non è andato, ci ha mandato Zacchiroli del gabinetto del Sindaco. Niente, al nostro Assessore la musica non interessa, che i lavoratori si arrangino e che i cittadini si adeguino.
Ora, con le lezioni del 6 e 7 giugno, c’è la possibilità di cambiare, bisognerà dare immediatamente discontinuità all’operato di Guglielmi evitando, però, che la città vada alla destra, perché in questo caso non ci sarebbe nessuna possibilità di intavolare un discorso sulla musica indipendente, figuriamoci realizzare dei progetti!
In qualità di candidato al consiglio comunale per l’Italia dei Valori, questo è l’impegno che mi assumo qualora ricevessi il mandato dai miei elettori per rappresentarli a Palazzo D’Accursio
– Portare a Bologna il MEI, Meeting delle etichette indipendenti. L’unica manifestazione di grande risonanza per la musica indipendente italiana.
– Dare rilevanza nazionale ad una manifestazione di fondamentale importanza per le giovani band emergenti: Scandellara Rock.
– Portare a Bologna il Womex, World Music Exposition, vetrina mondiale che porterebbe Bologna direttamente nel cuore della produzione musicale indipendente internazionale.
– Organizzare una grande vetrina per la musica indipendente bolognese ogni ottobre, il mese in cui Bologna celebra il riconoscimento UNESCO.
– Valorizzare la creatività videoclip mettendola in stretta relazione con le istituzioni della cinematografia di Bologna (Cineteca,Cinema Lumière, Università).
– Stabilire che il comparto Musicale è un comparto economico con posti di lavoro e che i lavoratori della musica hanno diritto ad essere tutelati e vivere del proprio operato come tutti gli altri lavoratori.
– E’ necessario consolidare una rete di rapporti nel settore musica tra enti locali, università, produttori, promoters, artisti, festival e luoghi del territorio, per valorizzare i giovani talenti della musica made in Bo che può tornare al centro della musica nazionale e internazionale solo con sinergie strutturate.
– La musica contribuisce a rendere la nostra vita migliore e toglie dal degrado sociale e urbano i luoghi in cui essa viene praticata.
Marcello Corvino

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