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Cultura innanzitutto: Cazzola cancella l’assessorato alla cultura

Fino ad oggi avevamo sentito un Cazzola scatenato sui temi della cultura, paroloni tali da far pensare che al palasport ed allo stadio ci andasse la controfigura e lui invece corresse all’opera per sentira la prima di Rigoletto o di Traviata. A leggere sul suo sito, ad ascoltare le sue interviste sui giornali, ad ascoltare i suoi adepti in radio (io stesso ho tenuto un confronto su Annalisa Lubich sul tema dell’importanza della cultura a Ciao Radio) sembrava di aver a confronto una forza di respiro europeo, con la cultura al primo posto nell’agenda elettorale. Niente paura, era uno scherzo. Ieri è stato alzato il velo, si trattava di un bluff. L’assessorato alla cultura non c’è. Della cultura, che quindi non ha più una voce specifica, se ne occuperà Cazzola stesso (qualora diventasse sindaco, ipotesi remota visto che è un bel po sotto Guazzaloca)  tra una corsa allo stadio, una al palasport, una gara al Motorshow, una a Palazzo d’Accursio, l’altra in tribunale per la causa ai Corvi. A proposito dei Corvi presumibilmente guazzalochiani, questi per far venire fuori una notizia che tutti coloro che leggono anche solo approssimativamente i giornali, sapevano in quanto vecchia come il cucco, sono andati a recuperare illegalmente il certificato penale di Cazzola realizzando due cazzate in un sol colpo, la prima è aver violato la legge, la seconda è avere innescato un effetto tipico dell’Italia berlusconizzata consistente nel sovvertimento della realtà: il delinquente è quello che denuncia, quello che compie il reato diventa la vittima. Mazziati e cornuti. Questo è il parterre del centro destra, auguri!
Ma ritorniamo al Cazzola con delega alla Cultura (un ossimoro), il nostro eroe a tutti noto tutt’altro che per i suoi libri, le sue frequentazioni teatrali, per i suoi salotti tutt’altro che frequentati dalla crema dell’intellighenzia nazionale, avrà il compito, qualora l’elettorato gli desse il mandato, di guidare Bologna la dotta, la città con l’Università più antica del mondo, con l’Accademia Filarmonica che ospitò gli studi di Mozart, la città Patrimonio Musicale dell’Unesco.
E’ il nuovo che avanza. Si salvi chi può!
Marcello Corvino

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Cazzola finalmente degno del sostegno del “papi” di Hardcore

All’inizio della scorsa settimana diventa di dominio pobblico la notizia già da tempo circolante tra gli addetti ai lavori: il patteggiamento di Alfredo Cazzola a 11 mesi e 20 giorni per frode fiscale consistente nell’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Nel giro di un paio di giorni, il “Papi” di Hardocore, forse commosso alla lettura del casellario giudiziale del suo candidato bolognese (attraverso il quale finalmente intravede un valido paladino di quei valori propugnati dal popolo della libertà vigilata, soprattutto in tema di legalità), in preda ad un convulso entusiasmo come spesso gli capita strafà e in vece di un generico sostegno gli manda in regalo non l’ennesimo collier con diamanti e perle (quello è un regalo che riserva a minorenni, aspiranti attici, veline o ministre) ma addirittura gli fa la lista Berlusconi per Cazzola. In una città come Bologna qualsiasi candidato si sarebbe comprato un tir di corni e ferri di cavallo, lui no, Cazzola se ne mostra addirittura felice. Vedremo chi avrà ragione. 
Ricordiamo a tal proposito che Italia dei Valori, in base al suo codice etico, seleziona i suoi candidati previa consegna volontaria da parte del candidato al partito, del casellario giudiziale, il quale deve recitare la parola “nulla”. Un esempio pratico, se per assurdo immaginassimo che un giorno Alfredo Cazzola diventasse un fan di IDV, non potrebbe mai esserene candidato nelle sue liste. 
 
Nella voce sondaggi di questo sito puoi votare se ritieni giusto o meno che un candidato con la fedina penale segnata da un patteggiamento per frode fiscale possa candidarsi a sindaco di una città.
Marcello Corvino

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